Identità, memoria, follia nel romanzo “I baffi” di Carrère
Un uomo decide di tagliarsi i baffi per sorprendere la moglie. Lei, però, non nota nulla e sostiene che lui non li abbia mai avuti. Anche amici e colleghi confermano quella versione. Da questo gesto banale nasce una vertigine: il protagonista comincia a dubitare dei propri ricordi, della propria identità e della realtà stessa. Emmanuel Carrère trasforma una situazione quasi comica in un incubo psicologico sempre più soffocante. La scrittura fredda e controllata amplifica il disagio, mentre ogni certezza viene smontata senza offrire spiegazioni rassicuranti. È un romanzo breve sulla paranoia, sulla dipendenza dallo sguardo altrui e sulla fragilità dell’io. Si legge rapidamente, ma lascia una sensazione persistente di inquietudine: cosa resta di noi quando tutti negano ciò che sappiamo di essere stati?