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Non solo libri


La resistibile ascesa di Arturo Ui (di Bertolt Brecht, regia di Claudio Longhi)
Gli articoli - Non solo libri
Wednesday, 23 March 2011 09:32
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"Buffa" e mordace parabola satirica sulla corruzione del potere, La resistibile ascesa di Arturo Ui racconta la cronaca nera della Berlino degli anni Trenta invasa dalle squadracce naziste, trasferita per invenzione dell'autore in una coeva Chicago in cui l'industria magnatizia del commercio dei cavolfiori prospera all'ombra sinistra del gangster Arturo Ui, satirico "alias" di Adolf Hitler. Scritta tra il 1940 e il '41 dall'esilio finlandese, Brecht definirà in seguito l'opera una «farsa storica», dato il piglio ironico, salace ed «epico» al contempo con cui essa ricostruisce la tragicomica epopea di un trust scalcagnato in una città corrotta, ammiccante alla situazione economico-politica in dissesto nella Germania dello stesso periodo.
Con Umberto Orsini assoluto protagonista nel ruolo del titolo, affiancato da una troupe giovane e affiatata, lo spettacolo intende assecondare pienamente l'ispirazione grottesca del copione, conferendo all'apologo una dimensione "circense", dove l'incisiva brevità dei singoli "numeri", l'equilibristica retorica della sopraffazione mafiosa, la serie rocambolesca dei fatti di cronaca narrati e messi alla berlina attraverso la lucida comicità di cui Brecht si serve come arma storico-critica, traducono la parabola in una "rivista" briosa e nitida, caustica ed elegante sul tragico nonsenso del nostro passato.

 
Romeo e Giulietta (di William Shakespeare, con Riccardo Scamarcio e Deniz Ozdogan, regia di Valerio Binasco)
Gli articoli - Non solo libri
Friday, 25 February 2011 09:54
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È quasi tutto troppo con Shakespeare. E Romeo e Giulietta ha persino un troppo in più. È un’opera così famosa che è impossibile sfuggire al già visto. In più mi accorgo che del testo mi piacciono soprattutto cose marginali: i personaggi secondari, il tono da commedia, il provincialismo italiano. (...) Insomma, la cosa che più mi attira in Romeo e Giulietta è la crudeltà, spesso involontaria ma ancor più spesso consapevole, che nasce dall’imbecillità umana. A parte i due protagonisti, in qualche modo ‘salvati’ dall’innamoramento e dall’innamoramento convertiti al pacifismo, tutti gli altri si muovono minacciosi e vittoriosi verso il domani dell’umanità. Che è il nostro oggi, purtroppo. (...) Se la morte dei due innamorati doveva servire a placare gli animi, secondo le teorie di René Girard, allora ci troviamo dinnanzi a due capri espiatori. All’epoca di Shakespeare è probabile che lo shock morale della morte di due innocenti fosse sufficiente a fermare un’escalation di stragi. Oggi non funziona più. I capri ammazzati son capri morti e basta, di espiatorio non si vede nulla. (...) Vedremo che succederà. Con Shakespeare non si può prevedere nulla. Intanto mi sono procurato degli attori fantastici, e avrò al mio fianco Sandra Cardini, Ariel prezioso che non ha paura dei troppi della vita e dell’arte.(di Valerio Binasco)

 

 
"Accadde a Farfa" di Dimitri Patrizi con Elisabetta De Palo e Coro Zenzerei
Gli articoli - Non solo libri
Saturday, 22 January 2011 14:05
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Sulla scena due attrici e un gruppo di coreute, che daranno vita nei mille modi e colori che le voci possono avere al dolore, alla forza, alla speranza e ai sogni dei personaggi. Durante una Guerra tra Saraceni e Cristiani, in un passato solo apparentemente lontano, due donne si incontrano in terra Sabina: una è Lena, una girovaga ciarlatana che sopravvive tra espedienti, storie ed imbrogli; l’altra è una ragazza incinta che ha bisogno di raggiungere suo marito, un soldato spedito lontano a proteggere un gruppo di profughe in fuga dalle violenze dei soldati. Il carretto della ciarlatana sembra il mezzo di trasporto più adatto alla ragazza incinta a cui mancano pochi giorni al parto, anche se, misteriosamente, la nascita del bambino continua a tardare, come se il bimbo avesse paura a nascere, per venire in un mondo così brutto, sconvolto da guerra e violenza. Si guardano con sospetto e diffidenza ma non sanno di avere qualcosa di molto profondo in comune: entrambe hanno scoperto l’amore proprio in quelli che vengono da tutti considerati come i nemici – sì: tra i Saraceni.

 

 
"A munnezza" di Alessandro Casola - Un testo teatrale sullo smaltimento rifiuti
Gli articoli - Non solo libri
Wednesday, 29 December 2010 10:21
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La commedia - dice l'autore - non vuole essere un tentativo di speculazione su un problema che affligge tutti i cittadini campani e non solo. Oltretutto il testo l’ho scritto nel 2002, tempi lontani dall’emergenza,che non era difficile comunque prevedere viste certe cattive abitudini dei cittadini, poco avvezzi alla raccolta differenziata ed anche la scarsa competenza delle istituzioni nel gestire tale materia. In quell’anno ci fu il primo treno carico di rifiuti che da San Giorgio a Cremano partì per la Germania. Immaginai, nello scrivere, che la situazione (visto che i contenitori di plastica si divulgavano sempre di più e quelli di vetro pian piano erano sempre di meno) sarebbe arrivata al collasso quindi una storia surreale in cui si affronta il problema con ironia e riflessioni.
La vicenda si svolge su due piani drammaturgici che si sovrappongono, confrontando l’immondizia morale delle coscienze e l’immondizia reale.
Il papa in un suo angelus ultimamente ha detto di fare pulizia non solo per le strade ma anche nell’animo umano e mi è parso come se avesse letto la mia commedia.approfonfisci su www.alessandrocasola.it

 
"Ivanov" di Anton Cechov
Gli articoli - Non solo libri
Tuesday, 14 December 2010 14:35
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Fëdor Korš, il proprietario dell'omonimo teatro moscovita, gli aveva chiesto una pièce; dopo mesi di esitazioni, in ottobre Čechov si mise al lavoro e dopo pochi giorni poteva scrivere al fratello Aleksandr: «Ho scritto la pièce senza accorgermene [...] mi ha portato via quindici giorni o, più esattamente, dieci giorni [...] L'intreccio è complicato ma non sciocco. Termino ogni atto come sono solito fare nelle novelle; tutti gli atti si snodano dolcemente, tranquillamente, ma alla fine colpisco in faccia lo spettatore. Ho concentrato la mia energia su alcuni momenti veramente forti e memorabili; in compenso, i passaggi che uniscono tra loro le varie scene sono insignificanti, fiacchi e banali. Comunque, sono contento; anche se la pièce non fosse buona, ho creato un personaggio che ha valore letterario».

Questo personaggio è Ivanov, un proprietario terriero trentacinquenne, intelligente, colto e gentile, che finisce con l'essere invaso da una profonda malinconia: la moglie Anna, senza saperlo, è gravemente ammalata, la sua proprietà va in rovina, i debiti si accumulano. La giovane Saša, innamorata di lui, cerca di risollevarlo dall'abulia nella quale è sprofondato. Durante un violento litigio, Ivanov rivela alla moglie che ella ha una malattia mortale. Morta Anna, Ivanov accetta di sposare Saša, ma quando il medico L'vov, sfidandolo a duello, lo accusa pubblicamente di viltà e di aver provocato la morte della moglie, Ivanov si uccide.

 
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