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Krisztina (da "Le motivazioni di Elena" di Giancarlo Giuliani)
Gli articoli - I passi dei libri
Friday, 16 September 2011 16:47
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Novità rispetto a ieri è la presenza di Krisztina, una delle collaboratrici dell’amministratore delegato: la perfetta incarnazione del concetto di donna ungherese che per bellezza e fascino ci eravamo preparati ad apprezzare una volta giunti a Budapest. È bella Krisztina, è bella davvero: bionda, occhi verdi, un’altezza che non mina minimamente le rotondità generose, un tailleur elegante che lascia comunque spazio a gambe perfette, i capelli raccolti all’indietro in uno chignon fuori moda che restituisce un’etichetta di professionalità, e conduce allo stesso tempo la fantasia all’immagine di lei, che toglie la spilla e scioglie la chioma facendola ricadere sulle spalle candide come la neve degli inverni magiari, e calde come il latte appena munto.

Mi ritrovo eccitato. Invidio un po’ Giulio che ha la possibilità di parlare con lei, mentre io mi occupo di rendere funzionante la demo del prodotto, che ieri ha dato problemi.

In meno di mezz’ora, per fortuna, tutto si mette a posto per la soddisfazione mia, del mio collega e dei nostri clienti stranieri.

Giulio ed io riusciamo a presentare il prodotto ed a tratti mi sembra anche di sfoggiare un buon inglese: nel complesso credo che alla fine possiamo dire di aver fatto una buona impressione.

A metà giornata c’è spazio per un ottimo pranzo, offerto dall’amministratore delegato in un ristorante poco distante dalla sede dell’azienda ed immerso in un piccolo boschetto che si affaccia, da un promontorio, sul Danubio e sulla città offrendone un belvedere in lontananza.

C’è anche Krisztina. Martin Eckardt ci consiglia una zuppa di funghi ed i filetti di San Pietro agli asparagi. Il pranzo è ottimo, l’unica cosa che proprio non va è il caffè, nonostante io non sia molto esigente in materia.

All’uscita del locale c’è aria di commiato. Ed in autunno questa sensazione mi risulta sempre particolarmente pesante da metabolizzare: un po’ come la pioggia con il sole. In realtà è una giornata tersa, anche se pervasa da un fresco pallido che lascia le narici intorpidite.

Quando ci dirigiamo verso il taxi che ci è venuto a prendere, io e Krisztina ci troviamo a percorrere pochi metri da soli, più o meno casualmente: in giornata ci siamo guardati, ma non abbiamo scambiato alcuna parola che non rientrasse nel catalogo delle osservazioni tecniche inerenti il prodotto presentato, quindi è per questo motivo che abbiamo tutti e due la curiosità di saperne un po' più l'uno dell'altra.

Krisztina è piuttosto diretta, così immagino che tutte le donne di Budapest in fondo lo siano. Mi chiede quanti anni ho. Io rispondo che ne ho trentadue e le rigiro la domanda. Dice trenta. Poi mi chiede da quanto tempo lavoro per la mia attuale azienda. Io rispondo tre anni. A questo punto, mi chiede se sono sposato, se ho figli. No. Non sono io a domandarle la stessa cosa, ma lei continua rispondendo che ha un figlio di sei anni ed è divorziata.  Davvero,  non sono io fare domande, ma Krisztina va avanti e dice che con l'ex marito è finita perché, da quanto riesco ad intendere del suo inglese, non si è comportato granché bene. Dunque, è stata lei a lasciarlo. Krisztina è davvero bella, io con lei farei l'amore.

In Ungheria quando una donna si sposa, viene chiamata con il nome ed il cognome del marito. Per esempio, l'ex di Krisztina, la quale di cognome fa Bartoss, si chiama Szabò Tibor, Szabò cognome, Tibor nome. Dopo le nozze Krisztina diventa Szabò Tiborné. Si aggiunge un “né” al nome. È un modo per dire Krisztina di Tibor Szabò, che appartiene a Tibor Szabò. Magari suo marito interpretava questa usanza, che fa venire dubbi sull'effettiva affermazione della piena emancipazione femminile, come una forma di legittimazione della possessività, della prevaricazione, della prepotenza. Forse era uno manesco, uno non avvezzo ai sentimenti, all'amore, un uomo pratico ed arido di pensieri, che ha sempre trascurato, maltrattato, calpestato la costellazione di pulsioni, desideri ed aspirazioni, che la moglie rappresentava nel complesso universo femminile.  È che Krisztina mi sembra una donna semplice nella bellezza, nella sostanza, nella professionalità, nel sorriso, quindi mi pare naturale che altrettanto semplici, elementari, cristallini e forti siano i motivi che hanno portato al punto di rottura con Tibor. Krisztina ha accettato di perdere il suo nome, e Tibor non ha capito l'importanza di quel gesto. E quando tutto è andato perduto, lei si è riappropriata della propria autonomia, è ritornata Krisztina Bartoss, donna in carriera che ricopre una posizione importante in un'azienda in rapida crescita, dotata di un fascino che è in grado di sedurre qualunque uomo in qualunque punto della sfera terrestre, carica di un alone di malinconia che le deriva dall'essere madre sola di un bimbo, che immagino biondo, con i suoi stessi occhi verdi e po' malinconico anche lui, dall'aver tentato fino all'ultimo di salvare il proprio matrimonio dando credito al marito, questo lo suppongo io, dall'essere donna che assorbe le responsabilità trasformandole in compostezza, in rilievo, in umiltà, in carisma, in seduzione, in dolcezza, in sensibilità, in tutte le doti che uno come Tibor starà sicuramente rimpiangendo.

In tutti i modi, io mi limito soltanto a dirle, in cambio della sua apertura, della sua voglia di parlare di se stessa a chi in fondo non è altro che un estraneo con cui ha pranzato per circostanze di lavoro, mi  limito a dirle che sto insieme ad una donna di nome Elena, e che con lei mi trovo piuttosto bene: tanto che Krisztina rimane quasi spiazzata, in attesa che le racconti di più, che lo faccia con la sua stessa trasparenza, ma io non aggiungo altro.

Arriviamo finalmente al taxi ed usciamo dall’inerzia del mio silenzio, che sta per diventare imbarazzante, sospeso com’è tra scambi di sorrisi d'intesa,  e sguardi distolti verso gli altri.

Chissà dove voleva arrivare Krisztina con quel discorso, mi viene da pensare a questo mentre torno in albergo con Giulio.


(da "Le motivazioni di Elena" di Giancarlo Giuliani)

 

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