Contenuto Principale
Il terrazzino dei gerani timidi (di Anna Marchesini) - recensione di Davide Dotto
Gli articoli - Le recensioni
Lunedì 04 Aprile 2011 10:50

Pare introducano, i gerani, una vita al minimo, sonnolenta, nel loro aspetto convalescente e malaticcio. Uno fra questi ogni tanto può capitare che trasbordi nella fioritura rossa ed esuberante, si spinga oltre gli spazi angusti e scoppi di vitalità. Gli altri, timidi e invidiosi (o saccenti) rimangono chiusi nel proprio rancoroso silenzio (“Ah, i giovani d’oggi”, “Cos’è sto baccano?”).

E il baccano, in questa rincorsa di corrispondenze e immagini, irrompe puntuale come un orologio, al rintocco di mezzogiorno, nella forma lunga di un treno, che fende l’aria e muove il vento, si specchia nelle acque del fiume che scorre dirimpetto, col suo fare di freccia azzurra, a raggiungere il capolinea.

Al capolinea ci sta la temibile mano con le dita da bacchetta, quella della suora picchiatrice e fustigatrice di altre mani, quelle degli allievi dispettosi e poco studiosi, o distratti. L’apparire di queste mani è teatrale, col loro essere stazione terminale di una serie di ingorghi idraulici, legnose e sdrucciolevoli, simili a quelle dei manichini. Come se in esse non vi scorresse vita. Eppure tra quelle mani scorre il rosario, sdrucciola e sfugge, come una preghiera mai finita, così come i difetti sono l’anticamere dei pregi e quelle dita si muovono agilmente sfiorando i tasti del pianoforte. Magari alla messa solenne, quella con Sua Santità.

Non manca nulla: tra cesti di azalee e profumate ortensie, in libera uscita vi stanno pure i gerani, dentro enormi vasi.

Quella serie di ingorghi idraulici, che sono le mani, suoneranno alla messa. Ma per raggiungere il pianoforte, tutta la massa, tutto l’armamentario dovrà procedere per quei pochi metri che mancano, e coraggiosamente vincere la sopraelevata – pochi gradini bassi. L’imponente naviglio da guerra – questo è suor Giuseppina – colei che ha le mani con le dita da bacchetta: che fatica, che enormità, trascinarsi a quel modo. Un piccolo dolore, uno strappo forse, la risveglia: sono viva. Un miracolo, quindi il silenzio e un senso di catastrofe. Ma il naviglio da guerra suona la sirena, non si è incagliato. La musica inonda la navata e i fedeli.

La bambina, colei che col suo sguardo immaginifico coglie sfumature e tracce di ogni cosa, la spettatrice che osserva e descrive coi suoi occhi curiosi proiettati sul mondo, si accorge di sé e della sua improvvisa e totale solitudine: è il primo giorno di scuola e nessuna classe l’ha accolta, non compare in nessun registro, nessuna l’ha chiamata. Esclusa. Consegnata al suo pianto per l’improvvido abbandono, viene salvata da una maestra che apre la porta d’un’aula qualunque, scrive il suo nome sul gran libro (il registro di classe che ciascuno teme), insegnandole la prima lezione: “la trepida gioia di essere salvati”.

La bambina che osserva, descrive e giudica, trova nel terrazzino dei suoi gerani il vaso di Pandora, da non aprire mai, per evitare che si disperdano i sogni che esso racchiude, timorosi quanto i gerani. Non si devono sprecare, non si deve far man bassa di loro, e a ragione i gerani di prima avevan ripreso il collega dalla fioritura rossa trasbordante, il gerano - prodigo, insomma.

A chi chiede di accantonarli – i sogni dell’infanzia – in soffitta o dentro la cassapanca, perché se vuoi crescere è là che devi riporli, si domanda: e ora? Cosa si perde con questa rivelazione?

“Voglio ben sperare che nessuno più crede a Babbo Natale” dice la maestra agli allievi, che fanno a gara per compiacerle: no, non ci crediamo, siamo cresciuti.

La bambina, la più piccina, non è convinta. Certo forse, fino in fondo, non ha mai creduto a Babbo Natale o alla Befana nemmeno lei, almeno come esseri concreti in carne e ossa. Ma perché essere così brutali? I bambini vogliono sempre toccare con mano, sondare e indagare, il concreto non mai li soddisfa. Credono piuttosto in un altro modo, in un’altra verità delle cose. I sogni sono dentro il vaso di Pandora, come a dire dentro di te, sono un “fiume carsico dalle piene potenti”, è la grazia stessa che si prova nello scoprirsi vivi – come suor Giuseppina col suo piccolo dolore, perché no? Nessuno li può estirpare: il fatto è che o ci sono o non ci sono. E se non ci sono nessuno te li può regalare o togliere. Nemmeno imprestare. Quindi quel “No” pronunciato di corsa alla maestra di turno, è sospetto. Anche Anna (chiamiamo così la bambina) poteva pronunciarlo benissimo quel “No”, con una riserva mentale tutta particolare: “Non ci credo nella maniera che intendi tu.”

Certo che non ci crede: come farebbe Babbo Natale o la Befana a nascondersi nei vasi da fiori, nel suo terrazzo, negli spazi vuoti lasciati dai gerani dove lei, cresciuta, può riporre i suoi tesori: i libri?

I sogni non svaniscono come non svaniscono i gerani, non svaniscono i vasi, non svanisce il terrazzo. E volendo potrebbe anche fare capolino un Babbo Natale o una Befana, pure tra gli interstizi delle porte. Perché no? i sogni sono dei luoghi, prima di tutto, il dominio delle emozioni. E in questi luoghi nulla può sussistere senza tutto il resto. Sono quasi come i gerani che se si spostano, lo fanno con tutto il loro vaso., e come i gerani, hanno bisogno di un terreno fertile dove attecchire.

Certo all’incanto segue il disincanto, ma dopo di esso qualcosa si mantiene: fossero anche le fondamenta di un edificio antico o un vaso di terra cui far crescere altri fiori (magari più selvaggi). E’ questa la maturazione e non un puro e semplice: “No” alla fola di Babbo Natale o della Befana.

I sogni non escludono certo i dubbi: che divengono lancinanti in prossimità della prima Comunione. Possibile che essa avrebbe aggiustato tutto, avrebbe ricompattata la sua anima così a soqquadro, risolto e estinto ogni perplessità? Ma quando mai! e che senso aveva quel rivoltare come un calzino l’anima intera, scandagliare persino i giochi infantili, additando ben altri spettri annidati in chissà quali nascondigli (alla faccia di Babbo Natale e della Befana)? No, ad Anna i conti non tornano.

E questo scopre Anna, al pari di Tolkien che riteneva i suoi personaggi e la Terra di Mezzo reali quanto lui, per il fatto di averli concepiti. E per il fatto di concepirli possono essere resuscitati, descritti, rappresentati. Anche sotto mentite spoglie.

Come a teatro.

(recensione di Davide Dotto)

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

Dai lettori...

Il matto con gli stivali di Marco...

Consigli e classifiche - I consigli dei lettori
Domenica 02 Aprile 2017
Il matto con gli stivali di Marco Miele (consigliato da Edoardo) Siamo arrivati al terzo episodio dei racconti del commissario Nero, al secolo Franco Danzi con questo breve ma denso di contenuti quot; Il Matto con gli stivaliquot;. Marco Miele (l'autore) chiude il cerchio( ma si potrebbe riaprire in qualsiasi momento) dei racconti dei compagni di...
Leggi tutto...

Nel mare ci sono i coccodrilli di...

Consigli e classifiche - I consigli dei lettori
Venerdì 31 Marzo 2017
Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda (consigliato da Emilia ) Consiglio vivamente di leggere questo libro , soprattutto ai ragazzi che vogliono avvicinarsi alla lettura .Storia vera e attuale di un bambino , oramai adulto, che attraversa il mare con un gommone per salvare la propria vita .Trama avvincente e sensazionale ....
Leggi tutto...

Il matto con gli stivali di Marco...

Consigli e classifiche - I consigli dei lettori
Domenica 12 Marzo 2017
Il matto con gli stivali di Marco Miele (consigliato da erica) Giallo in maremma da leggere...
Leggi tutto...

1984 di George Orwell (consigliato...

Consigli e classifiche - I consigli dei lettori
Venerdì 03 Marzo 2017
1984 di George Orwell (consigliato da pino) 5/5...
Leggi tutto...
Consiglia anche tu!

Chi mi consiglia una poesia?

Inverno lungo (di Antonia Pozzi)

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie

Per un raggio di sole non è
lo sgelo.
Ancora l'intrico pallido
delle ombre
è l'unico ornamento...


Leggi tutto...

Federico Garcia Lorca - Alle cinque della sera

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie

Alle cinque della sera.
Eran le cinque in punto della sera.
Un bambino portò il lenzuolo bianco
Leggi tutto...

Alda Merini - Lettere

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie

 

Rivedo le tue lettere d'amore
illuminata adesso da un distacco,
senza quasi rancore.

...


Leggi tutto...

Cigola la carrucola del pozzo (di Eugenio Montale)

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie

Cigola la carrucola del pozzo,
l'acqua sale alla luce e vi si fonde.
..


Leggi tutto...

I nuovi autori

Hojojutsu - L'Arte Guerriera della Corda

Gli articoli - I nuovi autori
Immagine
*** Hojojutsu - L'Arte Guerriera della Corda di Christian Russo *** Evolutosi in Giappone in...

Leggi tutto...

Il soffio delle radici

Gli articoli - I nuovi autori
Immagine
*** Il soffio delle radici di Carla de Falco *** Una silloge scritta in minuscolo, un...

Leggi tutto...

Gli istanti si spezzano a metà

Gli articoli - I nuovi autori
Immagine
*** Gli istanti si spezzano a metà di Antonio Riccardo Petrella *** “Gli istanti si spezzano...

Leggi tutto...

AVVISIAMO LA GENTILE CLIENTELA

Gli articoli - I nuovi autori
Immagine
*** AVVISIAMO LA GENTILE CLIENTELA di Enrico Mattioli *** Leopoldo Canapone aveva...

Leggi tutto...

I passi

da "Il cacciatore di aquiloni" di Khaled Hosseini

Gli articoli - I passi dei libri

Sono diventato la persona che sono oggi all'età di 12 anni, in una gelida giornata invernale...


Leggi tutto...

da I Pilastri della Terra (di Ken Follett)

Gli articoli - I passi dei libri

I bambini vennero presto per assistere all'impiccagione. Era ancora buio quando i primi tre o...


Leggi tutto...

Il segreto dei lupi (di Dorothy Hearst, Nord)

Gli articoli - I passi dei libri

Europa, 14.000 anni fa. Una falce di luna bianca che spicca sul pelo grigio. È questo il...


Leggi tutto...

da Un segreto nel cuore (di Nicholas Sparks)

Gli articoli - I passi dei libri

La mattina del 29 agosto 1988, a poco più di due anni dalla morte della moglie, Miles Ryan era...


Leggi tutto...

I racconti

da La rivolta di Atlante...

Gli articoli - I racconti

Eddie Willers pensò ad un giorno d'estate di quando aveva dieci anni. Quel giorno, in una...


Leggi tutto...

La cosa più ingiusta della...

Gli articoli - I racconti

La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce. Voglio dire, la vita è dura e impiega...


Leggi tutto...

Vita (di Vittorio Buttafava)

Gli articoli - I racconti

Sull’orlo di un laghetto un pescatore, immersa la canna nell’acqua, sta in attesa. Ha il volto...


Leggi tutto...

Il dilemma dei porcospini...

Gli articoli - I racconti

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, vicini, per...


Leggi tutto...

Le recensioni

Melodie e altre storie... (di Armando Maschini) - Recensione di Fabrizio Bianucci

Gli articoli - Le recensioni

Capita di gironzolare in bicicletta – anzi per la precisione su una sorta di tandem, la BiBici...


Leggi tutto...

Le passioni dell'anima (di Raffaele Simone)

Gli articoli - Le recensioni

«Tempeste di vento accompagnano la nostra avanzata, giorno e notte, con pioggia e senza: a...


Leggi tutto...

Quello che le mamme non dicono (di Chiara Cecilia Santamaria) - recensione di Monica Morgana

Gli articoli - Le recensioni

 

Quello che le mamme non dicono parla di una storia d’amore.
Una storia d’amore tra una mamma e...


Leggi tutto...

"La città punita" di Fabio Bertinetti (recensione di Rita Caramma)

Gli articoli - Le recensioni


 

recensione di Rita Caramma

Un intrigo nell'Anno Domini 1526. La storia è d’altri tempi, di...


Leggi tutto...
Ricerca / Colonna destra

Accedi



Chi è online

 493 visitatori online