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Il manifesto "NO EDITORIA A PAGAMENTO"... noi di "Chi mi consiglia un libro?" lo approviamo in pieno!
Gli articoli - Prima Pagina
Wednesday, 12 June 2013 08:30
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Da sempre noi di "Chi mi consiglia un libro?" crediamo esclusivamente nel lavoro di tutti quegli editori seri e romantici che - indipendentemente dal fatto di essere piccoli medi o grandi - non chiedono all'autore alcun contributo economico per la pubblicazione, la distribuzione e la promozione dell'opera. Abbiamo scoperto l'esitenza del marchio di qualità "NO EAP" (che sta per no editoria a pagamento) e pensiamo sia interessante farvi conoscere questa nuova realtà - sia che siate autori o anche semplicemente lettori - proponendovi di leggerne il manifesto, che riportiamo di seguito... è una causa che condividiamo pienamente...

L'editore che intenda sposare la causa NO EAP, può aderire registarndosi sul http://www.noeap.it ed esponendo il logo sul proprio sito.


La campagna NO EAP – No Editoria A Pagamento – nasce dalla volontà di offrire agli aspiranti scrittori e al pubblico di lettori, la massima chiarezza su quelle che sono le normali e più corrette condizioni di pubblicazione, distribuzione e promozione stampa di un libro.
“Normali e più corrette” perché NO EAP vuole dire No a una forma di “editoria” in cui lo scrittore è chiamato a partecipare investendo economicamente nel progetto di pubblicazione, un sistema che non è illegale, ma sicuramente fuorviante e pieno di equivoci più o meno lampanti. Un’editoria che di fatto smentisce tutto quello per cui una casa editrice non a pagamento lotta e per cui lavora.


Dire NO ALL’EDITORIA A PAGAMENTO è dire No a un’idea di casa editrice completamente sbagliata che specula sulle aspirazioni di tante persone; offrire l’informazione necessaria per mettere chiunque lo voglia in condizione di scegliere, in totale consapevolezza, che strada percorrere senza brutte sorprese. Soprattutto è dire NO AL MERCATO DEI SOGNI ALTRUI.

L’EDITORE NO EAP
Cosa offre una casa editrice non a pagamento?
L’analisi seria e attenta di un libro sia dal punto di vista qualitativo che commerciale. La cura e l’attenzione professionale necessaria affinché un libro sia perfetto in ogni suo step redazionale - dalla correzione di bozze all’editing - affidato a professionisti del settore editoriale e non esclusivamente all’autore del testo.
La visibilità necessaria attraverso i canali di distribuzione nazionale o regionale che permettono al libro di essere visibile e reperibile in tutte le librerie d’ Italia e non soltanto in alcune librerie “private”.
La visibilità sulla stampa nazionale, regionale, radio e tv attraverso un ufficio stampa interno o esterno, pagato dalla casa editrice, che di fatto cura non solo gli autori della stessa ma anche l’immagine di questa. Lo scrittore non deve diventare promotore della sua opera o pagare un ufficio stampa “imposto”.
La tutela dell’autore stesso e della sua opera.
Una casa editrice non a pagamento investe sullo scrittore e sulla qualità della sua opera, non chiede a questo di diventare un co-investitore impegnando somme per la promulgazione e stampa del libro. Si carica tutti i costi di produzione e “punta” sull’autore e il suo libro.


PERCHÉ CI SI RIVOLGE A UNA CASA EDITRICE A PAGAMENTO?
3 Motivi per fare la differenza Perché non si conoscono i meccanismi standard dell’editoria e si da per scontato che si debba pagare per essere pubblicati.
Perché i tempi di risposta degli editori No Eap sono molto lunghi e non sempre hanno un feedback in caso di mancata accettazione del manoscritto.
Perché si crede che conoscenze dirette all’interno del mondo editoriale possano garantire la pubblicazione del proprio manoscritto e quindi è più facile entrare in contatto con una redazione EAP che ha “interesse” a garantire una pubblicazione immediata e tempi di risposta rapidissimi.

Cosa c’è che non va?


1. Non si paga per essere pubblicati. Se si vuole investire sul proprio progetto in prima persona si deve sapere che un libro ha bisogno di editing e cura editoriale (significa avere competenze in fatto di impaginazione, lettura e costruzione del testo.
Strumenti e capacità che si possono possedere ma che di fatto ha chi ha scelto di vivere il mondo editoriale attraverso studi e esperienza maturata sul campo negli anni), di una grafica accattivante (che abbia immagini create appositamente per il testo oppure acquistate esclusivamente per quel testo, quindi per l’aspirante scrittore comporta o una grafica autoprodotta o il pagamento di uno studio grafico che realizzi il progetto); di distribuzione e promozione (cosa che se viene gestita dall’autore consiste nel fare il giro di tutte le librerie, indipendenti e catene, d’Italia per far mettere sullo scaffale il proprio testo); bisogna far sì che un ufficio stampa faccia parlare del libro dai giornali e mezzi di comunicazione (se l’autore vuole farlo in prima persona deve inviare il libro ai referenti giusti o contattare i giornalisti interessati) e gestisca le presentazioni. Si deve quindi investire tempo e denaro personale per far circolare in tutti i sensi il proprio libro. Il guadagno è diretto. La spesa anche.

IN UNA CASA EDITRICE NON A PAGAMENTO QUESTA È LA NORMALITÀ: all’autore non viene chiesto di partecipare in modo così solitario e diretto alla realizzazione, si lavora in sinergia sullo sviluppo del libro, attraverso le varie aree editoriali interne o esterne che sono pagate dalla casa editrice stessa, si collabora sulla veste grafica e sulla revisione del testo. Si distribuisce e promuove il libro senza chiedere nessun investimento. Si contrattualizza l’autore che percepisce, a secondo dei contratti, royalties, anticipi o altro.
L’autore viene pagato e guadagna quanto pattuito dalle percentuali del contratto, dalla sua opera o dagli accordi stipulati con l’editore.
Il libro grazie alla promozione e distribuzione, pagata dall’editore, si trova nelle librerie e on line, spesso anche in formato digitale (sempre secondo quanto pattuito tra editore e autore).
IN UNA CASA EDITRICE A PAGAMENTO: vengono richieste delle somme di denaro per pagare la pubblicazione del libro, l’ufficio stampa e la promozione. Il testo non ha cura redazionale, spesso presenta errori, incoerenze e altro; non è acquistabile in tutte le librerie d’Italia, ha una diffusione minima e esclusiva per piccole realtà libraie, si può trovare quasi esclusivamente on line.
L’autore viene impegnato nell’acquisto di un numero elevato di copie, viene chiamato in causa per autopromuoversi, gli si garantisce un minimo sindacale di visibilità.
Il pagamento avviene, ma a fronte di quali spese? Non è meglio allora investire da soli e avere tutto sotto controllo?

2. I tempi di risposta sono lunghi perché in una casa editrice arrivano centinaia di manoscritti al giorno. Non tutti aderenti al progetto editoriale del marchio editoriale che li riceve il più delle volte. Manoscritti che devono essere letti, valutati e archiviati o passati a una valutazione più attenta per un’eventuale pubblicazione. Questo vuol dire trovarsi di fronte a una mole di lavoro e materiale che viene attentamente valutata e eventualmente scartata, con tempi non proprio semplicissimi e veloci.
Molte case editrici non danno risposta se non in caso positivo – pochissime riescono a farlo, con grande fatica e professionalità in ogni caso- e questa è una scelta dettata
dai tempi.


IN UNA CASA EDITRICE NON A PAGAMENTO QUESTA È LA NORMALITÀ: i manoscritti arrivano, un comitato di lettura o una persona preposta si adopera per la lettura e catalogazione e li valuta. In questo lavoro però si inserisce la multi- professionalità di chi valuta che lo vede impegnato su altri fronti redazionali, questo comporta dei tempi abbastanza lunghi, che solitamente vanno dai 5 ai 9 mesi di attesa. Non si può pretendere che una macchina editoriale si blocchi solo per la valutazione testi. Questo lavoro immane spesso (e
ingiustamente) fa sì che non ci siano risposte se non in caso positivo.


IN UNA CASA EDITRICE A PAGAMENTO: visto che è pagata per pubblicare non fa una vera e propria scrematura, tendendo a mandare in stampa quanto più possibile per avere
entrate maggiori che permettano anche di investire nell’acquisto di pubblicità su giornali e reti televisive. I tempi si accorciano visto che i rifiuti sono al minimo storico e le risposte (la
maggior parte positive) arrivano in tempi brevissimi.


3. “Conoscere qualcuno” non è così importante come sembra nel nostro “Bel Paese”. Può servire a far velocizzare il tempo di lettura, ma di certo non a garantire una
pubblicazione. “Conoscere qualcuno” significa semplicemente poter dare il proprio manoscritto a una persona che lo darà a chi di dovere – se non se ne occupa
personalmente per competenze – ma poi è la casa editrice, il direttore editoriale, l’editor che valuta il lavoro. Nulla può garantire una pubblicazione.
Allora l’autore cosa può fare?
Imparare a inviare secondo le modalità indicate e agli indirizzi indicati il proprio inedito, farlo conoscendo o informandosi sulla casa editrice e non “sparare nel mucchio”.
Imparare a saper aspettare e nel frattempo continuare la ricerca di una casa editrice che possa garantirgli tutto quello di cui si è parlato finora, senza fermarsi al primo invio e accanendosi con telefonate, mail e visite a sorpresa alla prima casa editrice a cui si è spedito il manoscritto.
Imparare ad accettare un “no”, qualora fosse dato, senza inalberarsi o insistere. Sapere che se si vuole pubblicare per il “gusto” di avere il proprio libro tra le mani esiste il self publishing attraverso siti specializzati oppure ci sono tipografie a cui rivolgersi, così da avere un testo da regalare agli amici o che rappresenti una soddisfazione meramente personale. Imprimersi bene in testa che pubblicare a pagamento è un retaggio che inficia notevolmente la presentazione di un proprio inedito a una casa editrice “standard”: nessun editore o addetto ai lavori si “fida” di un autore a pagamento. Pubblicare a pagamento significa tirarsi fuori dai giochi editoriali.
E il lettore?
Il lettore faccia le sue considerazioni dopo aver letto quanto riportato sinteticamente qui.
Leggere un libro di una casa editrice a pagamento è sapere che dietro c’è un valore acquistato, non effettivo. È prendersi in giro.
Leggere un libro di una casa editrice NO EAP è immergersi una storia, che possa piacere oppure no, ma che comunque si è fatta valere tra tante altre e con non pochi sforzi.
Questo scritto è un continuo work in progress, perché si avvarrà di consigli, miglioramenti e punti che man mano verranno dati.

NO EAP è informazione. Libera, indipendente, collettiva.

 

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