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Fortuna, il buco delle vite.
Gli articoli - I nuovi autori
Domenica 30 Settembre 2012 18:44
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*** Fortuna, il buco delle vite. di Jolanda Buccella *** Fortuna è in prigione è a un passo dalla morte, l'hanno condannata perché si è rifiutata di denunciare gli hutu che hanno aiutato lei e i suoi amici a far fuggire centinaia di poveri tutsi verso le frontiere del Ruanda. E' venuto a prenderla un ragazzo esile e dai lineamenti angelici, per portarla davanti al plotone d'esecuzione. E' così diverso dagli altri militari che ha conosciuto durante il suo secolo di prigionia, non ha l’spetto di un vile assassino, non è un uomo del regime, non è un ruandese e forse non appartiene nemmeno a questo mondo. I suoi occhi, anche se sono chiari come i cieli primaverili, hanno qualcosa di terribilmente familiare... Dio sembra che manchi un'eternità all'appuntamento decisivo della sua ultima vita. Sì ultima vita, perché Fortuna è una donna che ha vissuto tre vite assolutamente diverse tra di loro. E Allora negli interminabili secondi che mancano tra lei e l'appuntamento fatale con la Signora morte, quasi come se fosse un passaggio inevitabile, ne ripercorre le tappe più importanti. All'improvviso la sua memoria la riporta in dietro di tanti anni, alle Quattrovie, il paesino del profondo sud dell'Italia dove è nata un lontano mese di giugno degli anni 50'. Ora è di nuovo J. Rizzutelli, la bambina con i capelli rossi come l'inferno e una brutta malformazione alla colonna vertebrale che tutti, per ignoranza, chiamavano il buco della vita. Vive ancora nella casa del portone verde e accanto a lei c'è l'amatissima nonna Umberta Prima Rizzuelli, l'unica persona della famiglia che la incoraggiava continuamente a superare tutti i suoi limiti fisici. Umberta era tutto il suo mondo, con lei viveva un rapporto simbiotico e il dolore lancinante che ha provato, quando l'ha persa per sempre è ancora così vivo e ben radicato nella sua anima. Non deve sprecare gli ultimi preziosi secondi della sua esistenza, lasciandosi trasportare dalla disperazione per quel lutto che non ha mai avuto la forza di dimenticare, così ripone ancora una volta la piccola J. in un angolino nascosto della sua memoria e si rifugia per un po’ in Piccoletta, la povera barbona che per dieci anni ha cercato di resistere alla fame e al freddo degli inverni romani più rigidi, soltanto per arrivare a quell'appuntamento fondamentale nella vita di ogni donna. L'appuntamento con l'amore, che ha gli occhi profondi e lucenti come due olive nere di Nadir, un medico ruandese che è stato costretto all'esilio, per non soccombere al regime che oramai da anni sottomette e stritola il suo Paese. All'inizio il rapporto tra Nadir e Piccoletta non è affatto facile, la donna dopo aver vissuto a lungo per strada e sperimentato quanto possa essere grande l'indifferenza e la ferocia umana, non si fida più di nessuno. Ma il dottore con pazienza e tenacia riesce a conquistare la sua amicizia e a entrare lentamente nel suo cuore. Così poco per volta la donna trova la forza per raccontargli del terribile rapporto che da bambina aveva avuto con sua madre Anita, una bellissima ex ballerina classica che non aveva mai accettato la sua disabilità, della disperazione della sua adolescenza divisa tra un digiuno che l'aveva quasi portata alla morte e delle abbuffate senza controllo che avevano rischiato di farla esplodere e persino di come era arrivata a ridursi a quella vita di stenti e privazioni per strada. Quando anche Nadir avrà il coraggio di parlare del suo passato ruandese, degli anni che ha trascorso in carcere e del suo lungo esilio in Italia, il rapporto tra i due subirà una completa evoluzione…e Piccoletta avrà la possibilità di rinascere ancora e di diventare Fortuna, l’unica donna che avrebbe sempre voluto essere. Fortuna, il buco delle vite è un romanzo ben costruito, la trama è avvincente e l’evolversi della vicenda non presenta mai tratti banali E’ sorprendente come la protagonista della vicenda riesca a soccombere e a rinascere dalle sue ceneri come una leggendaria araba fenice. E’ un romanzo che fa riflettere quando tratta argomenti seri come la disabilità e i disturbi alimentari, ridere quando racconta il rapporto tra la piccola J. e nonna Umberta, sognare e commuovere quando narra la storia d’amore un po’ particolare tra Fortuna, una donna bianca con i piedi storti e Nadir un affascinante medico di colore che ama indossare abiti dai colori sgargianti e inorridire nella parte dedicata al genocidio dimenticato dei tutsi. Fortuna, il buco delle vite è una storia speciale, che vi terrà incollati fino all'ultima sensazionale riga senza mai annoiarvi. Fortuna, il buco delle vite edito da Ciesse edizioni collana green giugno 2012 codice ISBN libro 978 88 6660 0442 codice ISBN e-book 978 88 6600459

 

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