Contenuto Principale
"Il giardino di casa" di Pino Campo - recensione di Gaetano Barbagallo
Gli articoli - Le recensioni
Monday, 15 November 2010 23:00
There are no translations available.

recensione di Gaetano Barbagallo

Il giardino di casa (frammenti edizioni, 2010), opera prima dell'esordiente Pino Campo, si affaccia prepotentemente sulla scena della narrazione come un romanzo dal fitto intreccio e dall'efficace trama di fondo. Con un linguaggio semplice, senza artifici linguistici o retorici e attraverso una corretta formulazione ed esposizione graduale dei fatti, ad opera del personaggio principale, tale Pitrinu Nasca, il lettore sorvola, ad ampi tratti, una storia dal retrogusto finemente camilleriano (senza cadere però nella trappola dell'imitazione pedissequa).Ambientato in Sicilia, in un paesino dei Nebrodi, chiamato Roccadoro, tratta in maniera talvolta parodistica, delle vicissitudini di un 44enne alle prese con le angherie di confinanti poco raccomandabili, un padre iperprotettivo, una moglie particolarmente presente e i ricordi di una vita che lo attanagliano, quasi fossero sempre dietro l'angolo ad aspettarlo. La trama descrittiva è collocata pressapoco ai giorni nostri, alternata con un corretto, malgrado talvolta eccessivamente zelante, utilizzo di flashback che permettono anche al lettore meno avveduto di comprendere e seguire l'evoluzione della storia. La scelta della narrazione in medias res, permette al lettore di ripercorrere a ritroso i fatti sino a dominarli con una visione d'insieme.

La storia, quella di una Sicilia vista attraverso i ricordi in primis, e le vicende di un avveduto "campagnolo" che, tramite la fine arte, "casereccia" in questo caso, del sapersi arrangiare, tipica del mondo agreste, riesce a ribaltare le sorti di una complicata vicenda che, al di là di rarissimi passaggi, poco annoia, generando la giusta dose di suspense. La lettura risulta piacevole, nonostante l'insistenza, a tratti eccessiva e ridondante, sui temi bucolico – pastorali (l'enfasi su "l'anticu chi non sbagghia mai", quasi un perno ideologico del romanzo volto a significare l'importanza del patrimonio dei "valori" tradizionali, assume, qua e là i caratteri di un mantra alquanto ossessivo):
Anche la quercia aveva, a sua volta, resistito sicuramente alle avversità della vita, pensò. La prova era l'inclinazione del suo tronco, la stessa, precisa, pendenza della torre di Pisa, e la direzione dei suoi rami, il sud. Da quando era una piantina, tenera tenera, la tramontana le aveva dato del filo da torcere; nei lunghi inverni il vento del nord soffia forte in quella zona e un inverno dopo l'altro, concluse, l'aveva costretta a piegarsi verso sud. Si chiese quante primavere aveva contato la quercia dopo aver resistito al vento freddo del nord, piegandosi ma non spezzandosi. [...] Desiderò di essere un lottatore tenace, essere forte e caparbio nella vita, per sopravvivere, imitando la quercia, imparando a contrastare anche i venti più forti e le tempeste più cruente con cui ogni uomo, prima o poi, è chiamato a confrontarsi.
Certo siamo ben lontani da quel Verga, che tanto ci ricorda il contesto in cui il romanzo si articola. Sembra di sentire il profumo di quella stessa tenuta di Mazzarò, o delle stesse suggestive immagini in Jeli il pastore e i suoi puledri. Lo stile è completamente diverso. Nessuna tecnica dello straniamento o dell'impersonalità nella descrizione dei fatti, ma la sapiente miscela di livelli di narrazione che permettono all'autore di identificarsi, talvolta, con Pitrinu:
Dalla marotta emergevano solamente le cime più alte dei monti che parevano appesi al cielo – come un quadro ad una parete – colorato di un azzurro intenso. Respirò profondamente, a pieno, per sentire e gustare il sapore di quell'aria mattutina di fine giugno. L'assaporò con estrema intensità trattenendo il respiro per una decina di secondi e poi svuotando, poco a poco, bronchi e polmoni. Era il suo modo di capire anticipatamente che tipo di giornata gli si prospettasse, se positiva o negativa. Una sorta di sesto senso.
Insomma ci sono tutti gli elementi per classificare Il giardino di casa come un'opera rappresentativa nel panorama della narrativa locale. Con abilità si fondono ruoli totalmente dimenticati nella stesura di un romanzo, il protagonista e il suo fedele aiutante, l'antagonista e la bella di turno che spesse volte fa da cornice a questo tipo di rappresentazioni. Un mix perfetto che trova nel finale, particolarmente efficace e sostenuto, la ricetta per un romanzo "tradizionale" o, meglio di "tradizione".
 

recensione di Gaetano Barbagallo

 

 

Add comment

Security code
Refresh

Chi mi consiglia una poesia?

Martha Medeiros - Lentamente muore

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie
There are no translations available.

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,...


Read more...

Alda Merini - La terra santa

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie
There are no translations available.

Pensiero, io non ho più parole.
Ma cosa sei tu in sostanza?
Read more...

Pedro Salinas - Io di più non posso darti

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie
There are no translations available.

Io di più non posso darti.
Non sono che quello che sono.
Ah,...


Read more...

Emily Dickinson - Notti selvagge

Chi mi consiglia una poesia? - Le poesie
There are no translations available.

Se io fossi con te
notti selvagge sarebbero
nostra voluttà!


Read more...

I passi

da Ulisse (di James Joyce)

Gli articoli - I passi dei libri
There are no translations available.

Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall'alto delle...


Read more...

Un po' di Dostoevskij

Gli articoli - I passi dei libri
There are no translations available.

Alcuni brani tratti dalle opere maggiori del grande...


Read more...

L'improbabile teoria del tacco

Gli articoli - I passi dei libri
There are no translations available.

È il turno della mia teoria sui tacchi femminili. Esempio...


Read more...

da Emanuela. Una piccola questione di tempo (di Anna Francesci, Editori Riuniti)

Gli articoli - I passi dei libri
There are no translations available.

Si confondevano tra una colonna e l'altra le piume bianche...


Read more...

I racconti

"Il biglietto da visita"...

Gli articoli - I racconti
There are no translations available.

Alcune volte nella vita accadono fatti insoliti che non si...


Read more...

La morte dell'impiegato...

Gli articoli - I racconti
There are no translations available.

Una magnifica sera un non meno magnifico usciere, Ivàn...


Read more...

Gl’italiani, a proibir...

Gli articoli - I racconti
There are no translations available.

Caro Edmund, il tuo richiamo agli scandali che da qualche...


Read more...

La cosa più ingiusta della...

Gli articoli - I racconti
There are no translations available.

La cosa più ingiusta della vita è il modo in cui finisce....


Read more...

Le recensioni

Liberami (di Anna Piazza, Arpeggio Libero) - Recensione di Stefano Bolognini

Gli articoli - Le recensioni
There are no translations available.

Eva, una giovanissima giornalista, sta svolgendo una...


Read more...

Utopia e disincanto (di Claudio Magris) - recensione di Davide Dotto

Gli articoli - Le recensioni
There are no translations available.

Quando Nietzsche parla di Super-uomo, il termine da lui...


Read more...

La lunga attesa dell'angelo (di Melania G. Mazzucco) - recensione di Anna Maria Pinna

Gli articoli - Le recensioni
There are no translations available.

La lettura dell’appassionante romanzo, non biografia, “La...


Read more...

I singolari... la nuova collana di short stories di Liberaria

Gli articoli - Le recensioni
There are no translations available.

Nel nuovo contesto librario che si sta creando con...


Read more...
Ricerca / Colonna destra

Accedi



Chi è online

We have 671 guests online