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Melodie e altre storie... (di Armando Maschini) - Recensione di Fabrizio Bianucci
Gli articoli - Le recensioni
Saturday, 21 July 2012 08:58
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Capita di gironzolare in bicicletta – anzi per la precisione su una sorta di tandem, la BiBici - per le vie della mia città, nei sempre più rarissimi momenti di sano ozio "cazzeggiante" direbbero i giovani oggi e qualche attore di cabaret, momenti nei quali gusti, riassapori il piacere di vagare senza meta, se non fossi in bici, ad occhi in su e la testa tra le nuvole, esplorando il rifatto centro storico della tua cittadina alle porte della grande Milano.

Non capita per caso, invero, tutti i giorni di imbattersi in un'enorme vetrina di libreria, interamente azzurrata e risplendente delle stelle delle copertine in bella mostra di un libro di favole per piccini e adulti (specie per i grandi, ché ne dovrebbero essere affamati, di favole!). Be', a me è successo una mattina calda e assolata di inizio giugno, verso l'ora del meriggio: lascio la bici incustodita ed entro subito in libreria, chiedo al libraio il permesso di sfogliare un attimo il libro, protagonista unico della vetrinona, cento pagine circa, poi lo annuso come faccio sempre con i libri per consuetudine atavica, buona carta non patinata, stampa e caratteri grandi (da libro di fiabe), poi vedo la foto , viso rassicurante "da buono", dell'autore nel risvolto, leggo le sinapsi editoriali e la breve biografia. Lo compro. Corro a casa. Pranzo sobrio con mia moglie e poi mi "fiondo" subito in terrazzo a leggerlo. Tutto d'un fiato, magia delle fiabe, come quando ero bimbo. Magicamente torno indietro ai Grimm brothers, ad Andersen, a Perrault. I ricordi mi affiorano dagli strati più profondi della memoria, si affastellano, e quindi ripenso con nostalgia, meglio con saudade alla portoghese, alla mia amata nonnina materna, la mia affabulatrice personale, “personal teller”! E' il caso proprio di dire: affabulatrice.
Armando Maschini, che scopro di lì a poco essere mio concittadino, facendo una semplice ricerca sul web,ormai strumento indispensabile e insostituibile e quasi mio dirimpettaio, abitiamo a poche centinaia di metri di distanza, è l'autore di questa splendida raccolta di dodici fiabe e con la prima - che pure è il titolo del libro -"Melodia" ha vinto un bellissimo premio per esordienti, un "contest". Naturalmente, lo scrivere è la sua passione e non il suo lavoro, fa ben altro. Ma scrivere fiabe, oggi, non è da tutti, ci vuole un mix di ingredienti quasi spariti: capacità tecnica, saper toccare con la stessa parola grandi e piccini, Amore, Sensibilità, Fantasia, caparbietà e varie doti di osservazione sociale, oltre che Carità e Cura, nel senso di aver cura dell'altro. Anche e specie se sconosciuto. Insomma il Prossimo evangelico.
La melodia che guarisce, nella fiaba vincitrice, racconta la storia -vera- di una bimba affetta da un male killer e le note,il suono, le vibrazioni musicali, animiche, spirituali io le immagino risuonare nel Cosmo come il pentascore-motivo di "Incontri ravvicinati" il grande film di Spielberg: musica, Luce, colore-calore, lo spazio-tempo infranto, la musicalità che guarisce, la Felicità pura che porta alla Conoscenza, alla gnosis direbbero alcuni. Il conosci te stesso socratico e delfiano, per autoguarire e autoilluminarsi, cercando la verità dentro di sé anziché nelle apparenze. Anche tramite una favola. Il " mi illumino di immenso" del grande ermetico Ungaretti.
Queste fiabe sprigionano una grande energia cosmica spirituale ( almeno io la vedo così, da esoterico in senso stretto qual sono...) e magica, fatta di Amore verso tutte le creature... dal sasso, al filo d'erba, alla coccinella, anzi alla “coccilucciola” ,all'uomo. Il linguaggio è semplice e intuitivo,ma profondo, in modo da creare interattività tra narratore e ascoltatore ed educare alla sensibilità, al sentire interiore, ad essere corpo,mente e spirito e magari anche qualche altro mezzo più sottile.
E' un viaggio anche nel regno del sovrannaturale, come in tutte le fiabe, dove a volte realtà e fantasia oniricamente si fondono in un caleidoscopio di immagini e colori al di là del fisico e sensibile. Sicuramente l'Autore sa molto di parapsicologia, di magia buona, di arti esoteriche e di molta spiritualità, religiosa e laica. E tutte queste caratteristiche le ritroviamo in ogni fiaba, dal Camillo di "Ma dove vanno le stelle?" e la Coscienza del Cosmo pulsante, all'Arianna de "Le camerette evanescenti", a "Uno strano pacchetto di patatine", agli "spiriti elementali o elementari", che dir si voglia, de "Lo gnomo del materasso" che abbonda di elfi,ondine,gnomi e fatine magari di celtica memoria, chissà?!?
La raccolta è dedicata proprio a Benedetta, la bimba che ha vinto la malattia di "Melodia" e alla famiglia dell'autore, che vive per loro e in loro, in una osmosi diretta e continua.
Mi è vibrato il cuore,posso dirlo?, leggendo queste bellissime e poetiche pagine, ammaestramenti e sì che sono ormai quasi nonno e per giunta anche maschio, quindi dovrei essere forte e restio ai facili sussulti emotivi. Ma non è vero niente: noi siamo tutto e uno, uno partecipe dell'altro. Per la Verità che è in ...noi! Basta capirsi ed essere sulla stessa frequenza spirituale, emotiva, astrale. Delle cose animate e inanimate, in questa realtà illusoria che è il mondo fisicamente percepito. E meno male che ci rimane la Fantasia, e quindi la favola, che ci può portare “al di là” del comune sentire!
L'altra parola che va a braccetto con “Amore”, di cui Armando Maschini fa un uso totale è: Speranza. Infatti in epigrafe riporta un pensiero stupendo della poetessa Emily Dickinson che così recita: " La speranza è un essere piumato che si posa sull'anima,canta melodie senza parole e non finisce mai...". Solo un autore illuminato può scrivere tali novelle e riportare un tal pensiero, in un mondo, l'attuale nostro, fatto di solo apparire e poco Essere!
Nota tecnica al volume: per una totale pedagogica interattività i bei disegni a corredo tra un racconto e l'altro sono lasciati volutamente in bianco e nero per essere colorati fantasiosamente dai lettori bimbi ( o dai nonni, papà mamme, affabulatori).
Buona lettura!

(recensione di Fabrizio Bianucci)

 

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